domenica 13 marzo 2016

Vita da espatriata

Ho una nuova amica qui ad Antibes; è arrivata un anno dopo di me e conosce già mezza città.
Prende il caffè sempre negli stessi bar, la sua parrucchiera è una fonte inesauribile di risorse, il giornalaio la saluta con affetto, al supermercato acquistano prodotti italiani solo perché lei gliel'ha chiesti e ha amici francesi a cena almeno due volte alla settimana.
Mi ha detto che queste erano le sue abitudini in Italia, che faceva colazione sempre nello stesso bar e che andava a pranzo fuori con il marito almeno una volta a settimana.
E qui cerca di ricreare il mondo che ha lasciato.
Direi che c'è riuscita benissimo.

Fa stare bene, ci si sente un po' a casa anche se la famiglia è lontana e gli amici cari pure.

Anche io ho ricreato il mio piccolo mondo ( antico ): il tipo figo della Boulangerie fa sempre il galante e mi regala le mini quiche ( panino con mortadella era meglio ma vabbè ! ); quello della lavanderia mi parla in italiano e mi consiglia i metodi di lavaggio casalinghi; con la vicina di casa ci scambiamo i favori e con l'amica tedesca i consigli e le idee; con le italiane andiamo a cena fuori una volta al mese ( malanni dei figli permettendo ) e qualche volta a colazione ( spremuta e croissant, come in Italia, anche se li si chiama cornetto ); la fioraia si ferma sempre per una chiacchiera, la proprietaria della boutique mi fa il 20% di sconto e la signora della piadineria mi serve sempre prima degli altri.

Ma in assoluto quello che mi fa sentire veramente a casa è il mio gelataio.

Una gelateria minuscola ma artigianale, un signore con il quale sono diventata amica in diciamo.... cinque minuti. Mi fermo sempre per una chiacchiera anche quelle rarissime volte in cui non compro niente.
Rarissime, appunto.

Qui le migliori gelaterie sono italiane, e artigianali e bio. Cosi dicono loro.
Ma il gelato lo vendono a peso d'oro.
Quasi quattro euro per due mini palline.
Saprei dove mettergliele.
Quattro euro.
Ladri.

Ma il ' mio ' gelataio fa un prezzo decente; non come in Italia ma, dice lui, li è ovvio che costi meno.
Boh.
Da fedele cliente, e che gli sta evidentemente pure simpatica, oltre a farmi lo sconto ( sempre ), un gelato su due me lo offre.
E se la qualità degli altri è passabile, i suoi sono buonissimi.
Soprattutto i miei due gusti preferiti.
Nocciola e cioccolato.
La nocciola è quasi quasi la stessa del Bar Moka di Kr, famosa ovunque.
Non so se mi spiego, la nocciola del Bar Moka.
Dico ' quasi ' per fedeltà sentimentale a Serena e la sua famiglia che m'hanno cresciuto a gelati e brioche.

In ogni caso, j'adore !!!

Tra altro, da quando vivo con mio marito sono tranquilla che il gelato che c'è in casa è solo per me.
Per una che è cresciuta con due fratelli e un genitore golosi come la sottoscritta, la sopravvivenza è stata dura.

Ced non mangia gelato, tanto meno le creme che lo disgustano.

Orrore e sacrilegio.

Meglio per me.
Vuoi mettere mangiare il gelato direttamente dalla vaschetta e con il cucchiaio grande ?
Che goduria !

Ieri sera alle 7 ho comprato una vaschetta da portare a casa.
Oggi alle 5 ho mandato Ced a comprarmene un'altra.

" Certo che a sua moglie piace molto il gelato "
" Non è che le piace. E' drogata ! "

Per cosi poco !

lunedì 15 febbraio 2016

Qu'est ce que tu deviens ?


Hanno questo modo di dire i francesi che mi fa venire voglia di suonarli come una batteria.
Ma che vor di ?

Hai perso il lavoro, già stai incazzato/depresso di tuo, loro ci mettono su un bel carico da 100 chiedendoti " che cosa sei diventato adesso ? "
e che sono diventato ? quello che ero prima, una persona, con una vita, una famiglia, degli amici, degli interessi.
Senza lavoro ma con tutto il resto, tutto quello che avevo prima.

Invece loro hanno questo modo di dire che è come se la tua identità fosse data dal lavoro.
Bello, soprattutto quando cambi spesso lavoro: che cosa diventi ? una commessa, un barista, un cameriere, un avvocato, un ingegnere, una giornalista.
Cosa diventi ?
Una persona, un essere umano, io.

Non è che ti domandano " adesso che fai, di cosa ti occupi ? ".
Che quello ci sta, è comprensibile.

Che cosa diventi ? Come se il lavoro che fai potesse farti diventare una persona diversa.
Ti dà delle competenze, nuovi punti di vista, nuove conoscenze.
Ma sempre tu sei.
Come se da domani mi mettessi a zappare la terra ( magari ne avessi una ) e allora diventerei contadina e non sarei più tutto quello che sono stata fino a ieri, non contano più gli studi, gli anni all'estero, le esperienze, essere mamma e moglie ecc.

Questo voler a tutti i costi definire qualcuno da quello che fa: guarda, c'è il Dottore, l'avvocato, e frequenta un po' la gente di un certo livello, dei professionisti. Cioè dei laureati.

Di professionisti e figli di professionisti ne ho conosciuti e ne conosco tanti ( lo sono anche io, to' ) e, senza voler generalizzare, non è davvero questo a fare la differenza, quel pezzo di carta che li legittima a presentarsi come Dottori, tutti, basta che siano laureati, come se questo automaticamente gli desse qualcosa in più.
Mi fanno ridere ma si vede che loro ne hanno bisogno per sentirsi qualcuno, per mettersi al di sopra degli altri, per sentirsi più sicuri di sé.
Non sono più Francesca Trocino, sono la Dottoressa Francesca Trocino.
e dunque ?

E poi vai ad ascoltare una conferenza di Pierre Rabhi, che la laurea di sicuro non ce l'ha ma ti fa venire voglia di diventare una persona migliore, di vivere in un modo diverso, di pensare un po' più all'essere che all'avere, che di questi tempi facile facile non è.

Oppure leggi ( e rileggi ) Terzani e pensi che, dopo una vita spesa ad essere e fare il grande giornalista, si è ritirato sull'Himalaya dov'era il signor nessuno.

Anam, il senza nome.

Altro che qu'est ce que tu deviens !

ps. per i soliti polemici, non è un post contro i laureati, contro i professionisti che svolgono bene il loro lavoro, contro chi ha avuto la possibilità di studiare.  E' un post contro quelli che usano i loro studi come un vanto invece che come mezzo di conoscenza. E che rompono le balle al prossimo.








venerdì 12 febbraio 2016

Everest

L'altra sera abbiamo visto Everest.
In francese.
L'avevamo già visto in inglese e diciamo che non avevamo capito proprio tutti i dialoghi, ma il concetto c'era.
Cioè sono morti.
Non tutti ma quasi.
E chi non è morto, è tornato a casa lasciando naso e mani sotto la neve.

Direi che una visione era sufficiente, a me era bastata.
Invece no; l'abbiamo rivisto in francese cosi adesso sappiamo esattamente cosa ha detto la moglie di Rob alla radio parlandogli per l'ultima volta mentre lui lentamente moriva congelato in cima all'Everest da cui non era più riuscito a scendere causa tempesta, mancanza di bombole d'ossigeno, morte di due amici che volevano soccorrerlo e sfighe varie.

Gli ha detto Je t'aime.
Che poi, non per dire, ma l'avevamo capito pure quando aveva detto I love you.
Ma si sa, il frances è più romantico.

Io, al posto della moglie, tra l'altro incinta, gli avrei detto anche un'altra cosa.
ma vattinn struuuunz !

Ma cosi si fa ? si va a scalare la montagna più pericolosa del mondo mentre tua moglie aspetta un figlio senza riflettere n'attimo ?
Io l'avrei preso a badilate in fronte.
Sarà che io amo il mare e la passione della montagna non l'ho mai avuta, sarà che il coraggio non rientra tra le mie innumerevoli doti ma neanche nei miei sogni più reconditi mi verrebbe in mente di rischiare la vita per...
perché ?
io vorrei qui chiederlo, se c'è qualcuno che ama la montagna, che me lo spieghi.
davvero siete disposti a perdere la vita, a far soffrire le persone che amate e vi amano per vincere una sfida ?
E' questo, no ?

Ma voi, che avete bisogno di vivere sempre con l'adrenalina a mille, sempre di corsa, sempre sfidando in continuazione le forze della natura e i vostri limiti...

lo sapete che da Ikea vendono i divani a 99 euro ?




lunedì 1 febbraio 2016

5 anni



" Mamma, è troppo bello avere cinque anni, è troppo bello crescere ".

Una bellissima festa dei Peanuts per festeggiare il pupo, insieme ai suoi migliori amici e alle loro simpatiche mamme.

Fa strano vederlo crescere, diventare ogni giorno più indipendente, più curioso di ciò che lo circonda,  sempre contento, sempre con il sorriso e, allo stesso tempo, dolce e coccolone come quando era un neonato da sbaciucchiare.

Vorrei dire tante cose ma mi vengono in mente solo banalità sdolcinate che le mamme comprenderebbero e le nonancoramamme leggerebbero con una smorfia da diabete.

Quindi quest'anno mi astengo.

...
...
...

ma quanto è meraviglioso essere mamma ????

:)










giovedì 21 gennaio 2016

Footing


Ho deciso di fare footing.
Snobbato da sempre in favore della bicicletta, ho voluto dargli una chance.
Una che sia una.

Step e aerobica non li faccio da 4 anni e non ne ho più voglia;
Il karate mi piacerebbe ma il Maestro qui è troppo grosso e troppo burbero per i miei gusti: dopo 5 anni con l'AKC e il M° Enzo Migliarese è difficile accontentarsi di meno;
Pilates e yoga mi dico di si ma poi anche no, ngna posso fare.

E dunque corsa.

Mo, io dico, uno decide di andare a correre, e che fa ? 
Compra le scarpette fighe, un bel completo da corsa che ti fa le chiappe belle pure se nun ce l'hai ( ma io ce l'ho, sia chiaro :) !), cuffie e smartphone appeso al bicipite per non sentire i commenti di quelli che vanno più veloci di te, occhiali da sole all'italiana ( cioè anche se piove ) e si parte.

Dico io. Dici tu.
Mio marito no !
Non so, quando dico 'mio marito' mi sento tanto Sandra Mondaini.
Comunque, mi prepara un programma d'allenamento.
Ma serio.
Lui.
Io ho cominciato a ridere appena me l'ha messo sotto gli occhi.
Pero' ha funzionato.
Sono sopravvissuta.
Alla prima séance.
Vediamo se dura :)


  • Semaine 1

    SÉANCE 1
    10 mn de marche accélérée progressivement suivi de 6 fois 2 mn course entrecoupé de 1 mn de récupération marche
    SÉANCE 2
    10 mn de marche accélérée progressivement suivi de 5 fois 3 mn course entrecoupé de 1 mn de récupération marche
  • Semaine 2

    SÉANCE 1
    Séance 1 - 8 mn de marche accélérée progressivement suivi de 4 fois 4 mn course entrecoupé de 1 mn de récupération marche
    SÉANCE 2
    8 mn de marche accélérée progressivement suivi de 4 fois 5 mn course entrecoupé de 1 mn de récupération marche
  • Semaine 3

    SÉANCE 1
    2 fois 6 mn course suivi de 2 fois 5 mn entrecoupé de 1 mn 30 de récupération marche
    SÉANCE 2
    2 fois 8 mn course suivi de 3 fois 4 mn entrecoupé de 1 mn 30 de récupération marche
  • Semaine 4

    SÉANCE 1
    12 mn - 10 mn - 8 mn de course entrecoupés de 2 mn de marche
    SÉANCE 2
    2 fois 10 mn entecoupés de 2 mn de récupération marche puis de 2 fois 5 mn avec récupération de 1 mn
  • Semaine 5

    SÉANCE 1
    15 mn de course puis 3 fois 5 mn, entrecoupé de 1 à 2 mn de récupération marche
    SÉANCE 2
    20 mn - 10 mn - 5 mn de course entrecoupé de 2 mn de marche
  • Semaine 6

    SÉANCE 1
    25 mn de course puis 2 fois 5 mn entrecoupé de 1 à 2 mn de récupération marche
    SÉANCE 2
    30 mn de course en continu - Bravo vous y êtes !!!

mercoledì 20 gennaio 2016

EX

Qualcosa mi dice che non è la mia giornata.

Ho rovesciato un piatto con le uova, fatto cadere la tazza piena di zuppa nel microonde, la torta s'è cotta solo ai lati e ho dovuto buttare il pezzo centrale e, per completare in bellezza la serata, ho mandato un messaggio su whatsapp al mio amico Paolo stupendomi del fatto che avesse finalmente comprato uno smartphone.
Infatti non era lui.
In effetti, la foto del profilo con due bambini avrebbe dovuto quantomeno insospettirmi: lui di figli ne ha uno solo.
Tra l'altro più grande di quelli in foto.

Ma siccome è la mia seratona, ho fatto anche la simpatica nei messaggi.

Ovviamente non è il mio amico ma un suo omonimo.
Cosa ben più grave, è un mio ex !!!

Non so come sia potuto accadere.
Sul mio contatto ci sono numero fisso di telefono, email e indirizzo di casa del mio amico.
Ma il numero di cellulare è quello del mio ex.

Che non sento da quando l'ho lasciato... 10 anni fa? Anno più anno meno.

Ma com'è possibile? Perchè ho il suo numero tra i miei contatti?
Tra l'altro, è un numero di telefono diverso da quello che aveva quando stavamo insieme.

Tecnologia...un mistero simile a quello della santissima trinità.

Mio marito crede alla mia buona fede e al mio essere clumsy inside.

Chissà se la moglie del mio ex gli crederà!

venerdì 1 gennaio 2016

Buon anno nuovo a me


Il mio augurio per questo nuovo anno:


Non fasciarmi la testa prima di rompermela.
Ergo, non preoccuparmi inutilmente.
Non preoccuparmi e basta.


Non lagnarmi, non fare la vittima,
Allontanarmi dalle persone negative, che hanno sempre un problema per ogni soluzione, che si piangono addosso, che si lamentano ma non osano cambiare
Dagli ipocriti, dai pessimisti, dai 'sotuttoio', dai 'vorreimanonposso'.
Da quelli che tengono sempre il muso, che non sorridono mai, che non ridono dei propri errori e si prendono troppo sul serio.
Da quelli che sono in basso e non guardano neanche le stelle.
Dai mai contenti.
Dagli stupidi e presuntuosi, arroganti e sboroni.


Godermi la vita che ce n'è una sola.
Approfittare di ogni raggio di sole, di ogni goccia di pioggia e ogni alito di vento,,di ogni tramonto e di qualche alba ogni tanto.
Godermi la vita con le persone che amo e non sprecare neanche un istante con chi non se lo merita.
Questo vorrei per il nuovo anno.
Questo auguro a chi avrà la forza di 'prenderselo'.