L'estati di quando ero bambina e poi adolescente si somigliavano tutte: spiaggia mattina e pomeriggio, con mamma, zie acquisite e non, cugine, figli di amici, vicini di casa, la domenica anche papà.
Eravamo tantissimi, di tutte le età. Nella maggior parte dei casi ci vedevamo anche in inverno ma non con la stessa frequenza giornaliera.
Ore interminabili sotto il sole, la spiaggia che scottava sotto i piedi, le onde da prendere di faccia con il materassino o da aspettare seduti sulla riva con i costumi pieni di sabbia bagnata che te la portavi fino a casa nella doccia ( il costume di ricambio non l'avevano ancora inventato). Il pane e pomodoro 'stricato' per lo spuntino delle 11, il calippo e il ghiacciolo che ti scolavano sulla faccia per la merenda. Le file interminabili per giocare nella salagiochi: pac-man, la coccinella, Tetris, la formula 1. Più spesso il biliardino. Uscivamo dall'acqua solo quando ci battevano i denti dal freddo e dovevamo tornare a casa. 'Ciao, a domani, mamma posso mangiare da zia? può venire lui a casa nostra? stasera mangiamo la pizza qui, viene anche papà dopo il lavoro'.
I miei più bei ricordi legati all'infanzia mi vedono sempre al mare, poi in Sila, in cortile a giocare. Sempre con gli amici.
Ed è quello che mi sono sempre augurata anche per i miei figli: estati da passare con gli amici, serate sulla spiaggia, compagnie che si allontanano in inverno ma si ritrovano al mare.
Dodici anni fa, quando siamo arrivati ad Antibes e Andrea era piccolo, tutto questo mi sembrava lontanissimo e anche difficile. Non conoscevamo nessuno, non abbiamo la famiglia né gli amici storici qui con noi.
Poi piano piano gli incontri, gli italiani, tanti, molti proprietari, altri che tornano abitualmente qui in vacanza, bambini quasi coetanei. Piano piano, estate dopo estate, i bambini hanno fatto amicizia e noi genitori anche. Dal saluto sulla spiaggia siamo passati alle chiacchiere, poi al gelato in centro, 'mamma Lucia mangia da noi oggi, domani vado io in piscina da Carlotta, si pero' poi viene Simone che giochiamo alla Formula1', l'aperitivo al tramonto e il bbq in giardino. Le conoscenze sono aumentate, il gruppo anche, si sono approfondite e diventate delle belle giovani amicizie. Sto parlando di noi adulti e naturalmente anche dei bambini.
Questa è la prima estate di Andrea adolescente, e di altri suoi coetanei. Ragazzini che abbiamo visto crescere e ogni anno il loro legame si fortifica. Maschi e femmine, molti appassionati di pesca, che giocano a pallavolo in acqua, che nuotano fino alle boe sfidandosi a chi arriva prima, che si incontrano la mattina alle 6h30 per andare in kayak/sup per pescare all'alba, che quando non te l'aspetti li senti parlare di politica e filosofia.
Tutto quello che conta per me come genitore: lasciargli valori in cui credere e ricordi scolpiti nei loro cuori.
Le estati dell'infanzia restano nel cuore tutta la vita!

