mercoledì 15 aprile 2015

Gli Amici

Agli amici si perdona tutto ?

A quelli veri, dico, non a quelli che chiamiamo così pure se li abbiamo visti solo una volta in palestra e poi clicchiamo mi piace sulle loro foto su fb.

Non so fino a che punto arrivi la lealtà, la fedeltà a questo sentimento.

Quando ero adolescente lo sapevo, ne avevo la certezza matematica : un amico non si tradisce, non si dubita di lui, lo si difende sempre a spada tratta, si é sempre dalla sua parte.

Crescendo ho capito che è un po' più complicato di così, che tra il bianco e il nero ci sono almeno 50 sfumature di grigio, e non hanno niente a che fare con quel film idiota tratto da un libro ancora più allucinante.

Alcuni amici li ho persi per strada e mi sono detta che, forse, non erano poi così amici.
Alcuni li ho ritrovati dopo anni e giri immensi ed é stato come se non ci fossimo mai persi di vista.

Altri ancora non si sono mai allontanati, né io da loro, siamo li, fianco a fianco ( almeno in senso figurato ) da tanto di quel tempo che devo fermarmi a contarlo per sapere con certezza quanto ne é passato.
Penso ad Alex, a Cinzia, Fransuà ( scritto esattamente così ).

Ma anche a quelli venuti dopo, e sono troppi per nominarli tutti.
Poi non stiamo mica al Grande Fratello, le nominations qui non contano.

Cio' che conta é comprendere, accettare, immedesimarsi.
Scusarsi, quando si sbaglia.
Perché forse é proprio così, anche nell'amicizia vera si commettono degli errori ma si può sempre rimediare perché l'altro, il nostro amico, ci capisce, ci perdona, ci ama con tutto il cuore.

E ci sta vicino quando più ne abbiamo bisogno.
Magari lo fa a modo suo.
Non tutti siamo bravi ad affrontare un dolore che annienta, una paura che angoscia, una disperazione silenziosa.

Pero' lui c'é, sempre, ogni giorno, al nostro fianco.

I miei AMICI, le mie AMICHE, velluto e acciaio nel mio cuore.




Allergia

Ora capisco perche gli uomini, quando tagliano l'erba del prato, si tolgono la maglietta e bevono una birra o un'altra bevanda ghiacciata.
Almeno nei film americani e nella pubblicità della Coca Cola.
E' perché fa un caldo terribile e quella specie di tagliaerba pesa un accidente.

Quello che invece non capisco é perché gli uomini allergici a qualunque cosa di colore verde insistano per volere una casa col giardino.

Per esempio mio marito.

" Bisogna tagliare l'erba "

E bisogna farlo proprio in questo esatto momento che sono spalmata al sole con un succo di frutta fresco e l'autobiografia di Agatha Christie tra le mani ?

" Si, perché se aspettiamo l'erba cresce troppo e poi... "

Poi che ?

" Vabbé, non lo vuoi fare , lo faccio io. "

Ma non ho detto che non voglio farlo, ho detto solo che preferirei farlo in un altro momento.

" Lo sai, il giardino bisogna curarlo ! "

Subito, altrimenti muore tutto.

" Non ti preoccupare, lo faccio io. Ma poi lo sai come mi riduco a causa dell'allergia... "

Piuttosto che vederlo abbigliato da ingegnere di Fukushima post esplosione nucleare e sorbirmelo tutta la serata con occhi lacrimosi e starnuti, preferisco farlo io.

E lui in spiaggia con la prole.

Comincio a sospettare che finga spudoratamente.

lunedì 30 marzo 2015

Eroe per un giorno

Oggi ho assistito ad una scena che mi ha commosso.

Non é che ci voglia molto, a dire il vero.

Da quando sono rimasta incinta mi commuovo per la qualunque, per la tenerezza dei bambini, per i gesti d'amore di un papà affettuoso ma anche per la pubblicità del pandoro Bauli a Natale, dei baci Perugina a San Valentino e pure dell'uovo di Pasqua della Kinder ( così, per restare in tema di festività e anche di pubblicità non occulta ).

Ma quello che ho visto oggi meritava le lacrime di commozione e l'applauso, mio e delle altre persone che hanno assistito alla scena.

Lungomare, spiaggia già affollata come fosse giugno (  quasi tutti russi ) e tanti, troppi piccioni.
Li odio, credo sia noto a tutti.

Anzi, non li odio ma mi fanno paura, una paura folle ed invalidante.
Queste spiagge sono meravigliose ma invase da questi uccellacci che zampettano tra i corpi al sole alla ricerca di briciole.
Ci sono anche i gabbiani ma almeno questi sono ancora selvatici, scendono sulle spiagge solo la mattina presto quando non c' é quasi nessuno.

Pomeriggio ce n'era uno in acqua, il che non é una novità.
La cosa strana che mi ha fatto fermare a guardare, e tanti altri come me, era il fatto che in cielo, proprio sopra di lui, volavano in circolo tantissimi altri gabbiani.
E facevano un chiasso infernale.
Era chiaro che ci fosse qualcosa che non andava e, infatti, dopo qualche minuto abbiamo capito di cosa si trattava: il gabbiano in acqua apriva le ali per provare a volare ma non ci riusciva.
Sembrava ferito.

Tutti dalla riva guardavamo ma nessuno sapeva cosa fare; una signora é andata alla vicina scuola di vela a chiedere se potevano aiutarlo, magari avvicinandosi con una barca, non so.

Mi si stava spezzando il cuore.
A me, con la fobia dei pennuti.

Avrei voluto fare qualcosa ma non avrei saputo cosa.
Forse si fosse trattato di un cane mi sarei tuffata per prenderlo ma un gabbiano... 

E mentre noi assistevamo a questa scena straziante del gabbiano che non riusciva a volare e dei suoi compagni che gli restavano intorno, un Uomo con la U maiuscola, si é tuffato, ha nuotato fino a lui, lentamente si é avvicinato ed é riuscito a farlo entrare in un sacco di tela.
Poi lo ha trascinato fino a riva ( saranno stati un 200 mt ), lo ha tolto dal sacco e, mentre con una mano gli teneva fermo il becco, con l'altra, e con l'aiuto di un altro bagnante, é riuscito a liberare un'ala da una corda, un filo lunghissimo, non saprei, in cui era rimasta incastrata.
Poi lo ha liberato e lui é volato via, ha fatto dei giri incredibili in alto nel cielo, poi ha planato sul mare ed é ripartito seguito dai suoi compagni.

Ecco.
Io mi sono commossa.
Perché quest'uomo si é tuffato per salvare un animale selvatico da morte certa.
Perché lui ha fatto qualcosa mentre noi stavamo solo li a guardare pensando " come faccio ad aiutarlo " oppure " é la natura, pazienza ".

Quest'uomo ha salvato una Vita.

Se invece di un gabbiano fosse stato un altro essere umano, ci sarebbe stata tanta esitazione ?
A giudicare da quello che si sente e si legge tutti i giorni, forse si.

Ma questo signore mi fa ancora sperare nel genere umano.

domenica 15 marzo 2015

Un anno di noi ( ad Antibes )



Un anno puó essere breve o lunghissimo.
Un anno a Londra é volato via come il palloncino di Andrea una volta per strada.
Velocissimo e senza possibilitá di averne un altro ( non subito, comunque ).


Ogni anno in Belgio é stato lungo come quando mi siedo sulla poltrona del dentista, come l'attesa dei risultati di un esame, come un appuntamento con un ragazzo bello ma poi scopri che ha il quoziente intellettivo di un pacchetto di crackers.
Lentissimo !


Oppure un anno puó essere semplicemente giorni spesi bene, tante ore di sole, weekend alla scoperta di nuovi posti da amare, serate in compagnia di nuovi amici, nuove possibilitá di lavoro, nuovi incontri.


Il nostro primo anno in Francia.
Il nostro primo anno ad Antibes.
Il nostro primo vero grande desiderio ( dopo Andrea, chiaro ) diventato realtá.
E adesso niente ci sembra piú troppo lontano o difficile da raggiungere.
Adesso sappiamo che possiamo farcela.
" ... non solo camminare su una fune ma anche volare..." ( H.Hesse ).







mercoledì 25 febbraio 2015

Topless

Una giornata di sole meravigliosa, di quelle che sarebbe un peccato sprecare restando in casa a fare le pulizie.

Non c'é pericolo, esco.

Qui é peggio che in Belgio, quando vedono un raggio di sole sono tutti al mare, anche in costume, anche in topless.

Siete gnocche con due tette da paura, vere o rifatte?
Siete autorizzate.
Certo, mortificate il resto del genere femminile, ma, vabbé, le cose belle sono fatte per essere guardate ( e invidiate ).

Ma se avete un'etá che non puó sfidare la legge di gravitá neanche con un reggiseno al titanio,
se quello che in gioventú era un davanzale adesso é tuttuno con il terrazzo della panza,
se il collo somiglia a quello dello Sharpei

che bisogno c é di mettersi in topless?

Giá mi fa orrore che siete piú nere di un mattone, sembrate la vecchia zia di Cameron Diaz in Tutti pazzi per Mery.

Un pó di senso del pudore, no?
No.

Forse sono tra quelle persone che, come leggevo ieri, in punto di morte non vogliono avere rimpianti perché, quando stai per morire, te ne freghi di quello che pensano gli altri.
Allora perché non fregarsene anche da vivi ?

Questo non vale per il gentiluomo che ho visto sugli scogli stamattina.
Giacca, cravatta, elegante, distinto.
Ho pensato: ecco un uomo che deve adeguarsi ai dettami della societá, vestirsi secondo le regole ma appena ha un momento per lui viene qui, davanti al mare, a respirare l'infinito.

Non ho fatto neanche in tempo a finire di formulare questo pensiero che lui si é tolto scarpe e calzini e ha cominciato a tagliarsi le unghie dei piedi.

Meglio le novantenni in topless.

lunedì 2 febbraio 2015

Disoccupazione

Il mio primo giorno da disoccupata dopo 7 mesi.
Sarebbe meglio dire ' primo giorno da cercatrice d'impiego '.
In francese rende di più, la traduzione non gli rende giustizia.

Ma la sostanza non cambia, il mio contratto é terminato e non é stato rinnovato perché c'é chi ha più potere contrattuale di me.
Certo, é una questione di sapersi proporre.
Anche se in questo caso ha prevalso Quello che si è proposto.

Bon, non é grave, trovero' altro e spero anche di meglio.
Intanto la burocrazia mi aspetta e quindi, in realtà, sarò comunque occupata.

Sabato c'è stata la festa per il compleanno del pupo.
Un successone, i bimbi si sono divertiti, i grandi sono stati bene, chiacchiere, qualche pettegolezzo una torta spettacolare che ha preparato Jeff, il papà di un'amichetta di Andrea.
Una torta a forma di Saetta Mc Queen.
Siamo rimasti tutti a bocca aperta.
Ma l'abbiamo richiusa subito, eravamo troppo intenti a masticarla.
Buonissima.
Postero' le foto, appena mi deciderò' a scaricarle sul pc.

I prossimi giorni passeranno in un lampo, devo preparare una montagna di documenti per il centro per l'impiego, la nuova iscrizione a scuola del pupo, la carta sanitaria che ancora non ho, il servizio delle finanze.
Cédric va in Belgio tra un paio di settimane, poi io porterò' il pupo dai nonni e me ne tornero' qui dal momento che, quando ho prenotato i voli, il rinnovo del mio contratto non era stato messo in discussione.
Invece adesso resterò qui da sola per giornate intere, senza pupo piccolo e senza pupo grande che sarà, come sempre, al lavoro tutto il giorno.

Che faro' ? 
Boh !!!
Non sono talmente più abituata ad avere tutto questo tempo per me che non ho idea di cosa farmene.
Mi ci vorrebbe almeno, non so, una vincita al lotto...poca roba, 5, 6000 euro, così, per farmi qualche giorno in una super spa o shopping selvaggio o la turista fai da te.

Vado a giocare i numeri, va !

venerdì 30 gennaio 2015

Quattro anni

L' anno scorso ho scritto un post per i tre anni del mio pupo.
Potrei copiarlo e riproporlo cambiando solo l'età perché tutto quello che ho scritto allora vale anche adesso, con un anno di amore in più.

Ma questo è un compleanno speciale perché siamo in un posto speciale.

Un anno fa festeggiavamo con qualche familiare ( Karel e Marleen direttamente dal Costa Rica ) e pochi amici, con un freddo gelido fuori dalla porta e il caminetto acceso dentro casa.

Quest'anno siamo al sole e, anche se oggi fa particolarmente freddo, la neve é solo sulle montagne che guardiamo dal lungomare a 200 mt da casa.
Andrea festeggia a scuola, stasera ce ne andremo tutti e tre al ristorante e domani grande festa a casa con i suoi amichetti e i loro genitori, persone che ho incontrato qui ad Antibes e che da buone conoscenze spero si trasformeranno in ottime amicizie.

La mattina a scuola sento tante lamentele e io stessa mi sono scoperta a criticare le cose che qui non funzionano come dovrebbero.
Il paragone non lo faccio con l'Italia, perché il sud della Francia vi somiglia parecchio, ma con il Belgio, avendovi passato quasi quattro anni della mia vita.
E' vero che in nord Europa le cose funzionano diversamente, la scuola del pupo era organizzata molto meglio, era un'ottima scuola pubblica, che evidentemente riceveva abbastanza fondi da poter garantire la sua efficienza e rappresentare un porto sicuro per i genitori che vi lasciavano i figli.
Dal pediatra in Belgio non ho mai, e dico mai, atteso più di cinque minuti in anticamera.
Per strada non ho mai visto una macchina parcheggiata in doppia fila, l'uso del clacson era quasi nullo e quando mi trovavo anche solo nei pressi delle strisce pedonali, le auto si fermavano 10 metri prima.
L'educazione e la competenza negli uffici pubblici, le persone che ti salutano anche senza conoscerti ma solo perché ti incrociano sempre nella stesso posto ( panetteria, palestra, mercato ), il rispetto e la pulizia della cosa pubblica.

Ecco, qui non é proprio la stessa cosa.

La scuola di Andrea é piccola ma gestita con incompetenza; ieri dal pediatra ho aspettato due ore in sala d'attesa pur avendo un appuntamento; gli automobilisti sono indisciplinati e scortesi, le strade spesso sporche e la gente non sempre cordiale.

Pero'...

Poi c'è l'assistente scolastica che é sempre sorridente;
le altre mamme che mi hanno ascoltata, fatta integrare e sentire a casa;
il pediatra che risponde a tutte le mie domande e mi ascolta e prende il tempo necessario perché Andrea la smetta di piangere e si fidi un po' di lui;
il panettiere che mi offre sempre qualcosa quando compro il pane e la fioraia che si ferma a chiacchierare con me, e mi mette in guardia da ex colleghe pettegole;
il signore che passa tutti i giorni dal negozio solo per salutarmi e quello che mi grida davanti la porta " la mia giornata sarebbe triste senza il vostro sorriso ", tutti i giorni;
la cliente che si lascia consigliare e mi ringrazia per la gentilezza;
il marito di Debora che prepara la torta a forma di Saetta Mc Queen per il compleanno del pupo;
la signora del mercato che aggiunge sempre un po' di verdura gratis quando facciamo la spesa;
l'autista del bus che regala le merendine a mio figlio e quella che non sorride mai ma la mattina ci aspetta sempre due minuti in più...

Ecco, forse qui non tutto é perfetto, come del resto in nessun altro posto.

Ma noi riusciamo a trovare qui quello che é più importante per noi.
Anzi, direi che l'abbiamo trovato.
E vedere che nostro figlio cresce sereno, felice, sorridente é la prova che abbiamo scelto bene.
Auguri amore mio, buon compleanno.