lunedì 29 agosto 2016

Gravidanza

Chi dice che la gravidanza è un periodo di grazia è una bugiarda; oppure un uomo.

Non vedo dove stia la grazia nel diventare una balena, nell'avere la nausea ogni santo giorno per almeno tre mesi, nelle voglie strane che ti vengono, tipo mangiare fragole avvolte nel prosciutto all'una di notte, nell'insonnia, nello svegliarsi tutte le notti almeno due o tre volte per fare la pipi tipo uomini malati di prostata, nel sentirsi pesanti, stanche, nell'avere le caviglie gonfie come zamponi, nel dover fare esami tutti i mesi, dimenticare cosa sia la privacy, portarsi addosso almeno ( per le poche fortunate che ci riescono ) 10 kg, avere una fame da elefante e non riuscire a mangiare perchè lo stomaco te lo senti in gola, sentire un piccolo alien che ti si muove dentro e si allena per le prossime olimpiadi.
Non dico che questo accada a tutte e tutto insieme, ma ci sono buone possibilità.

Per non parlare di quelli che dicono che le donne incinta sono sexy !!!
Certo, se il tuo tipo ideale è Barbapapà...

La prima gravidanza è tutta una scoperta, un meravigliarsi della magia della natura, tutto ti sembra semplicemente fantastico, incredibile, anche i disturbi sono secondari.

La seconda è tutta un'altra storia.
Solo il fatto di avere già un altro figlio ti pregiudica ogni momento di riposo, relax, riflessione e pure una doccia in santa pace.
Tuo marito/compagno non è più cosi estasiato dal tuo stato interessante, anzi, di interessante ci vede poco non solo quando gli chiedi di andare a comprare il gelato alle 10 di sera perchè ne hai una voglia improvvisa ma persino se gli chiedi un bicchiere d'acqua mentre siete sbracati sul divano.
Ti guarda con un'espressione bovina che vorrebbe dire " amore, sono stanco, prenditelo da sola ".
A volte osa anche contraddirti.
Contraddire una donna incinta !!!
Perchè ormai lo sa: in fondo, ci siete già passate e siete sopravvissute, dunque ce la farete anche questa volta, e anche senza di lui.
E in effetti è proprio cosi !

Le visite dalla ginecologa durano in media 10 minuti tanto non avete domande da farle, l'esito degli esami lo ritirate sempre in ritardo e senza l'ansia della prima volta, la frutta e la verdura non le lavate più in litri di amuchina e se vi viene voglia di pane e prosciutto crudo crudissimo, lo mangiate: in fondo, se la toxoplasmosi non ve la siete beccata in tutta la vita, mangiando le peggio schifezze ( tipo panino fetuso della giostra ), perchè dovrebbe venirvi adesso ?
Durante l'ecografia non riuscite proprio a vedere quello che vi indica la dottoressa 
' guardi, quello è un piedino, lo vede ?'
non vedo un cavolo, come del resto non lo vedevo durante la prima gravidanza, ma li mentivo spudoratamente per non passare per un ( futura ) madre degenere; adesso me ne infischio e lo dichiaro apertamente ' scusi sa, ma io non vedo un accidente di niente '.

Nove mesi sono troppi, l'ho sempre sostenuto, sei sarebbero sufficienti.
Nove sono... troppissimi.
L'ultimo poi, non ne parliamo neanche.
Perchè non vedi l'ora di liberarti di questa pancia che non riesci neanche a vederti i piedi mentre fai la doccia, e sei stufa di ungerti di olio come una patata fritta, di camminare al rallentatore e di costringere il tuo primogenito a giocare sul tavolo perchè tu non puoi proprio più sbracarti per terra per costruire Lego city insieme a lui.

Ancora otto settimane, ancora otto settimane, ancora otto settimane... 
glia posso fare !





venerdì 29 luglio 2016

Terrorismo e paura di vivere

Il terrorismo c'è sempre stato e ha colpito ovunque quindi non mi meraviglia che l'abbia fatto a due passi da casa mia pero' devo ammettere che adesso mi fa più paura.
Quando vado al mare guardo con sospetto i miei vicini di ombrellone e soprattutto le macchine che passano a bordo spiaggia, mi viene in mente quel matto che l'anno scorso ha sparato sui turisti che prendevano il sole su una spiaggia privata in Tunisia.
Di viaggiare per visitare le capitali d'Europa non se ne parla da anni, anche se le ragioni sono diverse da quelle del terrore, ma adesso non vado neanche più a Nizza in un centro commerciale per paura che arrivi un matto a farsi esplodere in nome di Allah.
( Se Allah davvero esiste dovrebbe torcergli il collo a questi idioti. )
E non dopo il 14 luglio ma già dall'attentato a Charlie Hebdo.
Poi c'è stato Parigi, Bruxelles, Nizza, Monaco di Baviera... e mi limito a citare l'Europa. 

Mio marito propone di trasferisci a vivere in una landa sperduta e potrei anche essere d'accordo ma poi li ci dovremmo anche restare. Niente più viaggi, non solo di piacere ma anche per andare a trovare la famiglia.

Domenica ero all'aeroporto di Fiumicino che pranzavo col pupo in attesa di imbarcarmi sul volo per Nizza. Al tavolo accanto al nostro c'erano dei bagagli incustoditi e li sono rimasti almeno per venti minuti fino a quando non li ho segnalati ad una addetta del ristorante. Pensavo che i proprietari stessero facendo la fila al buffet, e forse era cosi, ma oramai la sindrome dell'attentato prevale anche sul raziocinio.

Non ho visto militari in servizio, pochissima polizia...dove sono tutti questi controlli ?
Chiunque può entrare, lasciare un bagaglio che contiene chissà cosa e andarsene indisturbato.
Per non parlare di questi matti che si fanno saltare in aria.
Se questa è la sicurezza di cui parla il Governo, stiamo freschi.
Non che a Nizza sia meglio.
All'aeroporto c'erano quattro militari sbarbatelki col mitra in mano che chiacchieravano tra loro mentre noi aspettavamo i bagagli, insieme alle persone venute ad accoglierci.
Chiunque può entrare, con o senza biglietto, nessun controllo da parte di nessuno.

E' questo che vogliono i terroristi, la nostra paura di vivere come abbiamo sempre fatto, liberi; vogliono privarci di quei valori che loro non hanno e non riconoscono. 
Secondo me un po' ci stanno anche riuscendo. 

Non mi lancio in analisi politicheconomichesocialiopportunistiche ecc ecc perché non è il luogo e io non sono la persona adatta per farle.. dico solo che adesso mi hanno davvero rotto le balle.
E che i politici me le hanno rotte ancora di più con le cazzate che raccontano per distrarci dalla verità.
Almeno fossero loro i bersagli.. tutto avrebbe senso e i terroristi guadagnerebbero pure la mia gratitudine. 

lunedì 4 luglio 2016

Quelli che ti cancellano da fb...

A quelli che mi hanno tolto l'amicizia su fb;
a quelli che mi hanno bloccata su fb;
a quelli che vorrebbero leggere quello che pubblico su fb ma non ci riescono;
a voi vorrei dire due cose:
1) smettetela di leggere il mio blog per farvi i cazzi miei, se non altro per coerenza;
2) fatevi una vita.


E, visto che ci siete, andatevene pure a fanculo 😂😂😂
Quanta gente miserrima che c'è al mondo!!!

martedì 31 maggio 2016

Spina mia





Vivere con una cane ( o un gatto, un canarino, è uguale ) è come avere un figlio.
Questo post non vuole alimentare polemiche su chi dice che queste sono solo cazzate, che gli esseri umani sono una cosa e le bestie restano bestie, che non si devono umanizzare ecc ecc.
Non c'è una graduatoria di chi si ama di più e chi di meno.
Si ama e basta, ognuno a modo suo, ognuno in modo diverso.

E' un post dedicato alla mia Spina, un cane dolcissimo che è stato abbandonato sulla strada che da Catanzaro porta a Lamezia Terme da qualche bastardo vigliacco che non ha avuto neanche il coraggio di lasciarla davanti ad un canile.
L'ha abbandonata legata con una corda al guard rail, condannandola a morte atroce.
Invece destino, fortuna, fato ha voluto che quel giorno il nostro amico Alessio arrivasse in vacanza dal nord e che mio fratello percorresse in auto quella strada per andarlo a prendere.
L'ha vista, era riuscita chissà come, con la forza della disperazione, a liberarsi e vagava come impazzita in mezzo al traffico.
Mio fratello ha piantato la macchina li dov'era e, senza curarsi del traffico, è riuscito ad avvicinarla e farla salire in macchina.
Lei, come se avesse capito subito, e infatti è cosi, gli animali sono cosi, lo sentono subito di chi possono fidarsi, anche dopo mille delusioni, ha fatto tutto il viaggio di ritorno seduta ai piedi del passeggero e con la testa vicina a quelli di mio fratello che guidava.

Questo è successo un'estate di tanti, tanti anni fa, 16 se non mi sbaglio ( Alessio potrà confermare ).

Da allora ha vissuto con noi, è diventata cane di quartiere, è stata accolta dai cani di cui già ci occupavamo e negli anni ne ha preso il posto, diventando lei stessa quella che accoglieva i nuovi arrivati, che fossero di passaggio o definitivamente con noi, come Spaghetto.
Nel 2009 mi sono trasferita all'estero, prima in UK per poche settimane che poi sono diventati mesi; poi in Belgio, da due anni in Francia.
Spina mi è mancata in ogni giornata, sono sempre andata a farle un saluto e una carezza ogni volta che sono tornata a Kr.
Da diversi anni non viveva più sotto casa dei miei ma in quella di mio fratello che l'aveva presa con sé per sottrarla alle minacce di morte e alle continue polemiche della vicina di casa che rompeva le palle ogni momento, non potendo usare mezzi legali e neanche illegali per farla rinchiudere in un canile ( e cosi vendicarsi di me che l'avevo denunciata, vincendo la causa e smerdandola sui giornali, per avermi fatto lavorare in nero, lei, garante dei diritti delle donne e dei bambini; si, come no. Delle donne come lei e dei suoi figli sistemati a destra e a manca ).

Spina è stata bene in questi anni a casa di Giuseppe e Mery, circondata da altri cani, in vacanza in montagna d'estate, con le carezze e le attenzioni dei miei nipoti.

Era vecchietta e malata.
Ieri ci ha lasciato e, anche se io non la vedevo più quotidianamente, anche se sapevo che non poteva andare avanti ancora a lungo, questa notizia mi ha spezzato il cuore.
Sono contenta di averla accarezzata ancora una volta due settimane fa quando sono stata a Kr. 
Era vecchietta e sbarellava un po', trascinava un po' le zampe e non vedeva bene, penso.
Pero' le mie carezze e il mio odore l'ha riconosciuto e cosi ci siamo salutate un'ultima volta.

Mi ricordo i pomeriggi di chiacchiere sotto casa con Andy e lei che ci seguiva ovunque e si sedeva in mezzo a noi.
Le carezze della sera quando mi dispiaceva farla dormire in garage e l'apprensione che avevo quando in garage non ci voleva entrare e abbaiava in giardino tutta la notte.
Il pelo lucido e pulito quando la portavamo a lavare e, più spesso, tutto arruffato dalle corse in giardino dietro le lucertole.
Le sue penniche al sole.
I cinque minuti di follia in cui correva come una matta intorno alle palme e quando mi accompagnava a piedi fino all'edicola e poi tornava indietro perché sapeva che era pericoloso per lei allontanarsi troppo.

Ho tantissimi ricordi di Spina e li porto tutti nel cuore.`

Ho conosciuto e voluto bene a tantissimi cani, che sono stati con noi pochi giorni o tanti anni; Max, 16 anni in casa nostra, e tutti gli altri: Zelda, Rocky, Jerry, Nerina, Tigre, Spillo... sono cosi tanti che sicuramente dimenticherò' qualche nome.

Ma Spina ( insieme a Max, naturalmente ) ha sempre avuto un posto speciale nel mio cuore e sempre lo avrà.

Un amico ieri mi ha scritto ' vedi ? è per questo che io non voglio cani '.
E' vero, quando ci lasciano stiamo male; quando sono malati e ci guardano muti soffriamo ancora di più insieme a loro.

Ma crescere con un animale ci rende delle persone migliori.
Non è solo la responsabilità nel doversene prendere cura, i sacrifici che si fanno, le rinunce.
E' l'amore incondizionato che loro ci danno che ci spiazza.
E' la riconoscenza che dovremmo provare già solo per questo che dovrebbe renderci persone migliori.
Non a tutti succede forse, ma a quelli che amano davvero gli animali, a loro si.

Ciao Spina.



venerdì 29 aprile 2016

Se la gente fosse meno stupida...

Non so dove vi trovate voi lettori e com'è il tempo da quelle parti ma qui ad Antibes è una meraviglia.
Dire che le spiagge sono piene di gente come nel mese di luglio non rende bene l'idea perché qui i turisti, soprattutto quelli che vengono dal nord, in infradito e bermuda si vestono pure a febbraio.
Io che vengo dalla Calafrica, invece, pur non appartenendo alla schiera dei freddolosi, ancora i sandali li lascio nella scarpiera.
Ma ieri la mini me la sono messa.
Bisognerà pur prendere un po' di colore, le gambe abbronzate sono più belle.
E oggi in spiaggia ho fatto il primo bagno della stagione.
Bagno....ho messo i piedi ammollo...ma fino alle ginocchia pero', eh, e ho pure camminato in acqua per una quindicina di minuti.
Acqua a 15 gradi.

Non so come fanno quelle centenarie che nuotano pure.
Forse gli fa bene, è cosi che arrivano a 100 anni.

O forse anche facendosi un po' di sani affaracci loro, che anche quello male male non fa.

Ah, di gentaglia è pieno il mondo.
Di bugiardi non ne parliamo.
Di invidiosi poi...

Non so, mi vengono in mente almeno due persone, due donne...
bah, due femmine direi perche le Donne sono un'altra cosa.
Due femmine che si somigliano molto e infatti hanno fatto e continuano a fare gli stessi imperdonabili sbagli.
Che qui nessuno è perfetto, sia chiaro, tanto meno la sottoscritta.
Ma fare del male volutamente.... questo no, non credo che mi appartenga.

Avere a che fare con persone cattive, avide, bugiarde, invidiose, gelose ma anche stupide, infinitamente stupide, è davvero snervante.

La cattiveria, l'invidia e il resto non mi fanno paura, le posso affrontare.

Ma quando ci si trova di fronte una cretina, cattiva per di più, come si fa ?
Voglio dire, quando non si può assolutamente evitarlo ?

Non ho ancora trovato una soluzione, se non la distanza.
Il distacco è la miglior difesa, in certi casi.
Negli altri, esistono mezzi legali e anche illegali.
Cosi', perché la diretta interessata che pretende di comprendere ciò che scrivo ( non lo capirebbe neanche se glielo spiegassi con i disegnini ) sappia con chi ha a che fare.

Fare del mare volutamente no, non mi è mai successo.
Non l'ho mai voluto.
Ma farmi mettere i piedi in testa, neanche.
E la vendetta, si, è contemplata.
Eccome se lo è.
A freddo, a caldo, poco importa.
Tu fai del male a me e alle persone che amo ?
Stai in guardia culo secco che io ho una memoria di elefante e non perdono proprio niente.
Di Madre Teresa non ce ne sono più.






domenica 13 marzo 2016

Vita da espatriata

Ho una nuova amica qui ad Antibes; è arrivata un anno dopo di me e conosce già mezza città.
Prende il caffè sempre negli stessi bar, la sua parrucchiera è una fonte inesauribile di risorse, il giornalaio la saluta con affetto, al supermercato acquistano prodotti italiani solo perché lei gliel'ha chiesti e ha amici francesi a cena almeno due volte alla settimana.
Mi ha detto che queste erano le sue abitudini in Italia, che faceva colazione sempre nello stesso bar e che andava a pranzo fuori con il marito almeno una volta a settimana.
E qui cerca di ricreare il mondo che ha lasciato.
Direi che c'è riuscita benissimo.

Fa stare bene, ci si sente un po' a casa anche se la famiglia è lontana e gli amici cari pure.

Anche io ho ricreato il mio piccolo mondo ( antico ): il tipo figo della Boulangerie fa sempre il galante e mi regala le mini quiche ( panino con mortadella era meglio ma vabbè ! ); quello della lavanderia mi parla in italiano e mi consiglia i metodi di lavaggio casalinghi; con la vicina di casa ci scambiamo i favori e con l'amica tedesca i consigli e le idee; con le italiane andiamo a cena fuori una volta al mese ( malanni dei figli permettendo ) e qualche volta a colazione ( spremuta e croissant, come in Italia, anche se li si chiama cornetto ); la fioraia si ferma sempre per una chiacchiera, la proprietaria della boutique mi fa il 20% di sconto e la signora della piadineria mi serve sempre prima degli altri.

Ma in assoluto quello che mi fa sentire veramente a casa è il mio gelataio.

Una gelateria minuscola ma artigianale, un signore con il quale sono diventata amica in diciamo.... cinque minuti. Mi fermo sempre per una chiacchiera anche quelle rarissime volte in cui non compro niente.
Rarissime, appunto.

Qui le migliori gelaterie sono italiane, e artigianali e bio. Cosi dicono loro.
Ma il gelato lo vendono a peso d'oro.
Quasi quattro euro per due mini palline.
Saprei dove mettergliele.
Quattro euro.
Ladri.

Ma il ' mio ' gelataio fa un prezzo decente; non come in Italia ma, dice lui, li è ovvio che costi meno.
Boh.
Da fedele cliente, e che gli sta evidentemente pure simpatica, oltre a farmi lo sconto ( sempre ), un gelato su due me lo offre.
E se la qualità degli altri è passabile, i suoi sono buonissimi.
Soprattutto i miei due gusti preferiti.
Nocciola e cioccolato.
La nocciola è quasi quasi la stessa del Bar Moka di Kr, famosa ovunque.
Non so se mi spiego, la nocciola del Bar Moka.
Dico ' quasi ' per fedeltà sentimentale a Serena e la sua famiglia che m'hanno cresciuto a gelati e brioche.

In ogni caso, j'adore !!!

Tra altro, da quando vivo con mio marito sono tranquilla che il gelato che c'è in casa è solo per me.
Per una che è cresciuta con due fratelli e un genitore golosi come la sottoscritta, la sopravvivenza è stata dura.

Ced non mangia gelato, tanto meno le creme che lo disgustano.

Orrore e sacrilegio.

Meglio per me.
Vuoi mettere mangiare il gelato direttamente dalla vaschetta e con il cucchiaio grande ?
Che goduria !

Ieri sera alle 7 ho comprato una vaschetta da portare a casa.
Oggi alle 5 ho mandato Ced a comprarmene un'altra.

" Certo che a sua moglie piace molto il gelato "
" Non è che le piace. E' drogata ! "

Per cosi poco !

lunedì 15 febbraio 2016

Qu'est ce que tu deviens ?


Hanno questo modo di dire i francesi che mi fa venire voglia di suonarli come una batteria.
Ma che vor di ?

Hai perso il lavoro, già stai incazzato/depresso di tuo, loro ci mettono su un bel carico da 100 chiedendoti " che cosa sei diventato adesso ? "
e che sono diventato ? quello che ero prima, una persona, con una vita, una famiglia, degli amici, degli interessi.
Senza lavoro ma con tutto il resto, tutto quello che avevo prima.

Invece loro hanno questo modo di dire che è come se la tua identità fosse data dal lavoro.
Bello, soprattutto quando cambi spesso lavoro: che cosa diventi ? una commessa, un barista, un cameriere, un avvocato, un ingegnere, una giornalista.
Cosa diventi ?
Una persona, un essere umano, io.

Non è che ti domandano " adesso che fai, di cosa ti occupi ? ".
Che quello ci sta, è comprensibile.

Che cosa diventi ? Come se il lavoro che fai potesse farti diventare una persona diversa.
Ti dà delle competenze, nuovi punti di vista, nuove conoscenze.
Ma sempre tu sei.
Come se da domani mi mettessi a zappare la terra ( magari ne avessi una ) e allora diventerei contadina e non sarei più tutto quello che sono stata fino a ieri, non contano più gli studi, gli anni all'estero, le esperienze, essere mamma e moglie ecc.

Questo voler a tutti i costi definire qualcuno da quello che fa: guarda, c'è il Dottore, l'avvocato, e frequenta un po' la gente di un certo livello, dei professionisti. Cioè dei laureati.

Di professionisti e figli di professionisti ne ho conosciuti e ne conosco tanti ( lo sono anche io, to' ) e, senza voler generalizzare, non è davvero questo a fare la differenza, quel pezzo di carta che li legittima a presentarsi come Dottori, tutti, basta che siano laureati, come se questo automaticamente gli desse qualcosa in più.
Mi fanno ridere ma si vede che loro ne hanno bisogno per sentirsi qualcuno, per mettersi al di sopra degli altri, per sentirsi più sicuri di sé.
Non sono più Francesca Trocino, sono la Dottoressa Francesca Trocino.
e dunque ?

E poi vai ad ascoltare una conferenza di Pierre Rabhi, che la laurea di sicuro non ce l'ha ma ti fa venire voglia di diventare una persona migliore, di vivere in un modo diverso, di pensare un po' più all'essere che all'avere, che di questi tempi facile facile non è.

Oppure leggi ( e rileggi ) Terzani e pensi che, dopo una vita spesa ad essere e fare il grande giornalista, si è ritirato sull'Himalaya dov'era il signor nessuno.

Anam, il senza nome.

Altro che qu'est ce que tu deviens !

ps. per i soliti polemici, non è un post contro i laureati, contro i professionisti che svolgono bene il loro lavoro, contro chi ha avuto la possibilità di studiare.  E' un post contro quelli che usano i loro studi come un vanto invece che come mezzo di conoscenza. E che rompono le balle al prossimo.